Immagini
in evoluzione.
CAEDMON si ispira alla selezione naturale: una popolazione limitata, discendenza, variazioni, pressioni dell’ambiente e una parte di caso. È una metafora artistica resa operativa da regole pubbliche, non una simulazione biologica né una classifica oggettiva del valore dell’arte.
Un pool, non una galleria immobile
Le opere attive vivono in un pool di massimo venti immagini. Fusillo ne sceglie la popolazione iniziale; in seguito, immagini generate dal sistema e opere provenienti dalla coda possono occupare quei posti. Un’immagine nel pool non è semplicemente esposta: ha un’età, una storia, un punteggio e la possibilità di diventare genitore.
Il limite crea una condizione essenziale per l’evoluzione del progetto. Se tutte le immagini potessero restare per sempre, non ci sarebbe ricambio. Quando serve spazio, il sistema può far uscire una vita idonea con il punteggio più basso; in caso di parità interviene il caso. Le immagini appena entrate sono protette per un periodo iniziale.
Il pubblico cambia le probabilità
I like ricevuti su Instagram contribuiscono al punteggio di una vita. A intervalli di sei ore, se ci sono almeno due immagini idonee, il sistema considera le quattro con il punteggio più alto e ne sceglie casualmente due come genitori. Un punteggio elevato aumenta quindi la possibilità di entrare nel gruppo considerato, ma non garantisce una discendenza. Il caso agisce anche nei pareggi.
Una vita appena nata o arrivata deve superare il proprio periodo di protezione; dopo una riproduzione non può essere selezionata di nuovo immediatamente. Questi intervalli danno tempo alle nuove immagini di incontrare il pubblico e impediscono a pochi genitori di occupare ogni nascita.
Due immagini, un discendente
Le immagini dei due genitori diventano le fonti visive di una nuova opera generata dal sistema. Il figlio entra nel pool con una propria identità e una genealogia consultabile. L’eredità qui è visiva e concettuale: non esistono geni digitali in senso biologico, e il modello di generazione non produce una miscela prevedibile. Le regole determinano chi può incontrarsi; la nuova immagine resta una variazione aperta.
Ogni genitore può contribuire a un massimo di cinque discendenti. Dopo il quinto lascia il pool, ma il suo lavoro e i legami con i figli rimangono nell’archivio. La «morte» è la fine di una vita attiva, non la cancellazione dell’opera.
Nuove immagini dall’esterno
La coda raccoglie opere WikiArt che possono entrare nella popolazione. I visitatori possono proporre un’opera e votare; la candidata in testa può essere trasferita nel pool una volta al giorno. Esce allora dalla coda, diventa un’immagine viva e può essere scelta come genitore secondo le stesse regole delle altre. Questo ingresso introduce forme e storie che la popolazione non avrebbe generato da sola.
In occasioni speciali, un’opera esterna può anche partecipare direttamente alla nascita di un’immagine insieme a un genitore CAEDMON. La genealogia registra entrambe le provenienze.
Il risultato è la storia
Le nascite avvengono solo quando ci sono genitori idonei e il sistema è attivo. Gli ingressi dipendono dai voti, dai posti disponibili e dalle regole di protezione. CAEDMON può quindi attraversare pause, accelerazioni e svolte inattese. Nessuna singola immagine racconta tutto il progetto: conta la sequenza di relazioni che la produce.
La cronologia evolutiva mostra ingressi, riproduzioni e uscite del pool; il catalogo conserva le opere generate. Le candidature restano nella coda e non vengono confuse con gli eventi della popolazione. Un originale fisico di un’opera generata può essere acquistato una sola volta: la vendita è confermata soltanto dopo la comunicazione del pagamento da parte di Peecho.
Se un artista scrive le condizioni, il pubblico modifica la selezione e una macchina produce le immagini, dove si trova l’autore dell’opera?
